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Nell’attuale dibattito sul sistema dell’arte contemporanea la questione della didattica assume un ruolo essenziale e un significato primario, ponendosi in maniera sempre più urgente come spazio di interrogazione e di confronto, come crocevia di inedite pratiche artistiche ma anche come motore di nuove strategie educative legate al dialogo e all’ospitalità, all’incontro con l’altro e alla pluralità.

Partendo da questo quadro generale il corso intende avvicinare lo studente allo studio della pedagogia e della didattica dell’arte attraverso una serie di riflessioni irrinunciabili che percorrono e assorbono alcuni presupposti e contributi filosofici – assimilati dalla sociologia, dalla psicologia, dall’antropologia – e che permettono di disegnare un quadro critico sulle esperienze metodologiche più significative maturate nell’ambito del sistema internazionale dagli anni Cinquanta del Novecento al primo ventennio del XXI secolo. Un primo modulo, infatti, mira ad attraversate sistematicamente gli elementi della pedagogia a partire da alcuni indispensabili assunti filosofici legati alla μαιευτική e alla παιδεία tra Socrate Platone e Aristotele, per seguire via via un percorso storico che ha come tappe successive la schŏla al tempo dell’impero romano (Plinio, Seneca, Quintiliano), gli ideali educativi del medioevo (Girolamo, Agostino, Tommaso d’Aquino), l’educazione tra Umanesimo e Rinascimento (Vittorino Rambaldoni da Feltre ad esempio), le varie figure della modernità (tra queste Comenio, Locke, Rousseau, Pestalozzi, Froebel, Montessori, Dewey) e alcuni pensatori che nel secondo Novecento hanno disegnato lo sviluppo concreto di una scuola attiva.

Durante il corso saranno organizzati focus su artisti che hanno recuperato il rapporto con la didattica, con la pedagogia e con l’andragogia per trasformare il loro proprio lavoro in strumento di attività laboratoriale, in strategia comunicativa, in brano felice di racconto extra-didattico.

Una parte speciale sarà dedicata alle figure di Leo Lionni, Bruno Munari e Gianni Rodari per disegnare un percorso sugli strumenti didattici e pedagogici del Novecento, con particolare attenzione ai brani della fantasia e della creatività.

 

Bibliografia: B. Munari, Fantasia. Invenzione, creatività e immaginazione nelle comunicazioni visive, Laterza, Bari 1977; G. Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi, Torino 1973; A. Tolve, Istruzione e Catastrofe. Pedagogia e Didattica dell’Arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale, Kappabit, Roma 2019; V. Rocco Orlando, Uno alla volta. Comunità e partecipazione, Postmedia Books, Milano 2020.

 

Testi di approfondimento (non obbligatori) W. Benjamin, Figure dell’infanzia. Educazione, letteratura, immaginario, a cura di F. Cappa e M. Negri, Raffaello Cortina, Milano 2012, L. Lionni, Tra i miei mondi. Un’autobiografia, Donzelli, Milano 2014 | G. Rodari, C’era due volte il barone Lamberto, Einaudi, Torino 1978, F. Papi, Educazione, ISEDI, Milano 1978 (nuova edizione Sull’educazione, Ghibili, Milano 2001);  A. Bernardini, Un anno a Pietralata (1968), prefaz. di T. De Mauro, ILLISO, Nuoro 2004; A. Tolve, La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività, Quodlibet, Macerata 2016.

 

Previsti esoneri: NO.

 

Previste revisioni: NO.

 

Altre informazioni: durante le lezioni il docente fornirà ulteriori materiali in formato elettronico.

 

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