materie - elenco materie biennio - Estetica delle arti visive
Programma
A
C
D
E
I
S
T
Tecniche calcografiche sperimentali
Tecniche dei procedimenti a stampa
Tecniche dell’incisione – Grafica d’arte
Tecniche di animazione digitale
Tecniche di documentazione audiovisiva
Tecniche di fonderia
Tecniche di modellazione digitale computer 3D
Tecniche e tecnologie della grafica
Tecniche e tecnologie delle arti visive 1
Tecniche e tecnologie delle arti visive 2
Tecniche plastiche contemporanee
Tecnologia e materiali applicati alla scenografia
Teoria e analisi del cinema e dell’audiovisivo
Teoria e storia dei metodi di rappresentazione
Estetica delle arti visive
a.a. 2025/2026
Livello e scuola/e:
- Biennio – Design per la Fiction (DASL04)
- Biennio – Grafica d’Arte per le Arti Visive (DASL04)
Descrizione del corso:
In quanti modi possiamo vedere la stessa cosa? La tradizione estetica occidentale ha, come ogni altra, una fisionomia specifica e angolazioni intentate, punti ciechi che risalgono ai suoi fondamenti più intimi e che sono proprio per questo anche i meno apparenti. Vederli – come ha mostrato il filosofo francese François Jullien – richiede un lavoro di de-coincidenza e di scarto che non può limitarsi a una decostruzione categoriale svolta dall’interno, ma deve necessariamente passare attraverso il confronto con tradizioni e culture altre.
Di qui il tentativo di questo corso, che segue la traccia dell’interculturalità nella duplice ottica di introdurre alla pluralità dei paesaggi estetici e di sondare due esperienze che l’estetica occidentale ha in qualche modo lasciato ai margini: quelle della metamorfosi e dell’aniconismo. Il confronto con l’alterità estremo-orientale, da un lato, e islamica, dall’altro, evidenzierà in negativo la singolare centralità che la tradizione artistica ed estetica dell’Occidente ha accordato rispettivamente alla forma nella sua definitezza e al fenomeno nella sua luminosa apparenza. Si mostrerà così che il nostro rapporto con il sensibile – l’aisthesis – lungi dall’essere un dato immediato e immediatamente universale, è il prodotto di modi peculiari del “sentire” che fecondamente possono con altri scoprirsi, intrecciarsi e dialogare.
Bibliografia:
- Parte 1
– Coccia, E., Metamorfosi. “Siamo un’unica, sola vita“, Einaudi, Milano 2022;
– Jullien, F., “Le trasformazioni silenziose”, Raffaello Cortina, Milano 2009;
– lettura di: Ovidio, “Metamorfosi“, libro III (qualsiasi edizione). - Parte 2
– Burckhardt, T., “L’arte dell’Islam, Abscondita”, Milano 2023;
– Merzari, A., Manifestation and Concealment in Islamic Aesthetics. Reassessing the Orientalistic Prejudice about the “Land of Mysteries” (in pubblicazione);
– lettura di: Pamuk, O., “Il mio nome è Rosso”, Einaudi, Torino 2014. - Coloro che seguono il corso da 8 CFA devono preparare inoltre:
– Corbin, H., “Il paradosso del monoteismo”, Mimesis, Milano 2010.
Monte ore lezione:
- 36 ore (Grafica d’Arte per le Arti Visive)
- 48 ore (Design per la Fiction)
Crediti formativi:
- 6 cfa (Grafica d’Arte per le Arti Visive)
- 8 cfa (Design per la Fiction)
Frequenza lezioni: Settimanale
Durata del corso: Semestrale – I semestre
Programma didattico (ita):
Estetica ed estetiche. Metamorfosi e aniconismo
Il corso si propone di riconsiderare la tradizione estetica occidentale in una prospettiva interculturale, con l’obiettivo di evidenziare, attraverso il transito in esperienze diverse del “sentire”, la peculiarità dei suoi presupposti e del suo angolo visuale.
In una prima parte, si ripercorreranno alcune tappe della riflessione occidentale sulla forma e le si confronterà con la parallela elaborazione del mondo estremo-orientale. Si metterà in luce la difficoltà che la nostra tradizione – contrariamente a quella sino-giapponese – incontra nel pensare la transizione metamorfica, sulla base di presupposti ontologici e metafisici di lunga durata. Ci si soffermerà sulla categoria di “metamorfosi” e sulla sua fecondità per le arti, sul rapporto che essa ridisegna con il tempo e con il sacro, sul potenziale di un “pensiero metamorfico” nel dibattito ecologico contemporaneo, e infine sul modo in cui alcune voci – rimaste per lo più eterodosse – hanno cercato dall’interno della storia culturale europea di scardinare il primato concettuale della forma statica.
Nella seconda parte, si cercherà di contestualizzare il modo in cui l’estetica occidentale concepisce il rapporto con il visibile e con l’arte come sua intensificazione a partire da un confronto con la tradizione estetica islamica. Si tenterà di comprendere il divieto posto nell’Islam alla rappresentazione di immagini – o di alcune immagini – nei suoi presupposti estetici originali e di definire quali implicazioni esso ha per il gesto rappresentativo e per l’articolazione di una dialettica visibile/invisibile; si familiarizzerà con i linguaggi della calligrafia e dell’architettura sacra nella loro peculiarità, per capire che tipo di rapporto con la parola scritta e con lo spazio essi portino all’espressione; si cercherà, da ultimo, di comprendere come la deliberata rarefazione del gesto rappresentativo possa essere intesa in termini non semplicemente negativi, ma come un tentativo – sconosciuto alle linee dominanti dell’estetica occidentale – di far luogo all’invisibile.
- Obiettivi:
Il corso di Estetica per le arti visive si propone in generale di: (1) approfondire alcune delle categorie e dei modelli di razionalità che nella tradizione filosofica occidentale hanno caratterizzato il discorso sulla sensibilità e sull’arte; (2) fornire nuovi strumenti per cogliere le implicazioni filosofiche del gesto artistico e la relazione che esso intrattiene con la pratica concettuale e linguistica; (3) approfondire una costruttiva consapevolezza della profondità “storica” del discorso sull’arte e dell’arte stessa come luogo di costruzione e affioramento di senso. L’approccio di tipo interculturale alle questioni estetiche mira inoltre specificamente a: (4) sollecitare una consapevolezza sulla pluralità geografica dei linguaggi artistici e delle sue concettualizzazioni e (5) incoraggiare un’attenzione e una riflessione critica sulla fisionomia complessiva dei diversi paesaggi estetici e sulla possibilità di un loro dialogo.
Programma didattico (eng):
Aesthetics and Aesthetic Traditions. Metamorphosis and Aniconism
This course aims to reconsider the Western aesthetic tradition through an intercultural lens, exploring how different ways of “seeing” and “sensing” the world reveal the unique assumptions and perspectives that shape Western aesthetics.
In the first part, we will revisit key moments in Western reflections on form and place them in dialogue with parallel developments in East Asian traditions. We will explore why Western thought—unlike e.g., the Sino-Japanese tradition—has historically struggled to conceive of metamorphic transition, a difficulty rooted in deep-seated ontological and metaphysical frameworks. We will examine the concept of “metamorphosis”, its relation to the arts, the reflection on time and the holy, and its potential to inspire new ecological thinking today. We will also look at how certain heterodox voices within European culture have challenged the long-standing primacy of static form.
The second part turns to the relationship between the visible and artistic representation in Western aesthetics by bringing it into conversation with Islamic aesthetic traditions. We will examine the Islamic prohibition on certain forms of image-making, uncovering its original aesthetic premises and its implications for the act of representation and for the interplay between the visible and the invisible. Students will engage with the distinctive languages of calligraphy and sacred architecture to understand the kinds of relationships they establish with written word and space. Finally, we will explore how the deliberate spareness of Islamic representational practices can be seen not merely as a negation, but as a conscious attempt—largely unfamiliar to dominant Western aesthetic paradigms—to create a space for the invisible to emerge.
- Course Objectives:
The course aims to: (1) Deepen understanding of key categories and models of rationality that have shaped discourse on sensibility and art in the Western philosophical tradition; (2) Provide tools to grasp the philosophical implications of artistic practice and its relationship to conceptual and linguistic practices; (3) Foster a historically grounded awareness of art and aesthetic discourse as a space for meaning-making; (4) Promote intercultural awareness by highlighting the geographical plurality of artistic languages and conceptualizations; (5) Encourage critical reflection on the distinctive features and broader configurations of diverse aesthetic landscapes as well as on the possibility of their potential dialogue.
Tipologia del corso: Teorico
Codice classroom: 2ck2gyqt
Lingua del corso: Italiano
Materiale didattico:
Modalità d’esame: L’esame si svolge in forma orale.
Criteri attribuzione voto: Conoscenza dei contenuti del corso e della bibliografia d’esame; capacità espositiva, critica, argomentativa; familiarità con il lessico disciplinare; partecipazione attiva alle lezioni.
Giorno/orario di ricevimento: Martedì presso la Biblioteca della sede centrale. Si consiglia di fissare un appuntamento via mail.
Altro: Si segnala che il corso ospiterà i primi quattro appuntamenti del ciclo di seminari Immagine, immaginale, inimmaginabile. La potenza dell’immaginazione tra Oriente e Occidente organizzato dal docente in collaborazione con Alessandra Campo (Università di Urbino).