materie - elenco materie biennio
Culture Digitali
A
C
D
E
I
S
T
Tecniche calcografiche sperimentali
Tecniche dei procedimenti a stampa
Tecniche dell’incisione – Grafica d’arte
Tecniche di animazione digitale
Tecniche di documentazione audiovisiva
Tecniche di fonderia
Tecniche di modellazione digitale computer 3D
Tecniche e tecnologie della grafica
Tecniche e tecnologie delle arti visive 1
Tecniche e tecnologie delle arti visive 2
Tecniche plastiche contemporanee
Tecnologia e materiali applicati alla scenografia
Teoria e analisi del cinema e dell’audiovisivo
Teoria e storia dei metodi di rappresentazione
Culture Digitali muove dalla convinzione che il digitale costituisca un ambiente prima ancora che uno strumento: qualcosa nel quale siamo immersi e che ci forma, ci orienta nei gesti e nelle percezioni, ci modifica spesso senza che ce ne accorgiamo. Studiarlo significa allora imparare a vederlo, riconoscere le forme, le storie e le scelte progettuali che si nascondono sotto le superfici levigate delle interfacce.
Il corso costruisce questa capacità di sguardo intrecciando la profondità teorica con una pratica critica. Ogni nucleo tematico viene introdotto a partire dall’etimologia della parola che lo nomina, perché distinguere con esattezza i termini è il primo gesto critico; e la riflessione filosofica sui dispositivi, sull’attenzione, sulla materialità del segno si misura sempre con esempi, immagini e oggetti, che le restituiscono una concretezza che le parole da sole non raggiungono.
Obiettivo formativo è educare uno sguardo critico e storicamente avvertito sul presente digitale: comprendere come la rete è cambiata dalle sue origini, come funzionano gli algoritmi e le economie dell’attenzione, dove risiede la materialità fisica e segnica del numerico, perché l’errore e l’imperfezione conservano un valore conoscitivo.
Al termine del corso lo studente sa riconoscere e nominare i meccanismi che orientano l’esperienza digitale; sa distinguere il continuo dal discreto, la traccia dalla simulazione, il glitch autentico dalla sua estetica addomesticata; sa collocare immagini, oggetti e pratiche entro le loro genealogie tecniche e culturali; dispone degli strumenti per abitare il digitale come scelta consapevole dentro la propria ricerca artistica; e sa formulare una proposta progettuale critica a partire da ciò che ha attraversato.