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Il Critical Design non è compiacente, non è usabile, non è commerciale. Se la progettazione tradizionale mira a rendere la vita più facile, “migliore”, questa sua flessione critica, invece, mette in discussione il modo stesso in cui viviamo: solleva interrogativi, scardina convinzioni, propone alternative. L’Accademia di Belle Arti è certamente uno spazio di immaginazione e creatività, ma è, prima di tutto, un luogo di studio, di analisi e di pensiero. Senza questo fondamento teorico, nessun progetto potrà dirsi né originale, né tantomeno utile.
Il Critical Design è stimolante perché pone domande alle quali non serve una risposta, ma una riflessione; è provocatorio perché non propone soluzioni, crea tensioni intellettuali; è rivoluzionario perché utilizza figure, oggetti e scenari comuni per sfidare convenzioni e stereotipi; è strategico perché si adatta al contesto in cui è inserito, rispettandone peculiarità e potenzialità; è formativo in quanto dispositivo culturale, sociale e politico.
Con queste premesse, si propone un percorso biennale di “Critical Design” dedicato a forme di lettura critica dei linguaggi visivi e audiovisivi, senza trascurare il confronto con altri ambienti e settori – quali letteratura e teatro, filosofia e politica, scienza e tecnica – e la conseguente costruzione di progetti originali e consapevoli, attraverso un percorso creativo personale di crescita esponenziale.
Ogni annualità affronta un tema differente, per cui gli argomenti del primo anno sono propedeutici al percorso del secondo anno.

programmi
docente
Baldaro Roberta
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