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Emanuele Bertoni
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Progettista grafico, fotografo e docente, si occupa di cultura visiva, progettazione dei media e formazione. Dalla prima metà degli anni Novanta la sua attività di ricerca e di insegnamento esplora il rapporto tra immagini, tecnologie e processi culturali, con particolare attenzione alle tensioni e alle continuità tra pratiche analogiche e digitali. Insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino dal 2000, dove è stato tra i fondatori del corso di progettazione multimediale, uno dei primi attivati in Italia nell’anno accademico 2000-2001. Dall’anno accademico 2009-2010 è titolare della cattedra di Tecniche Grafiche Speciali. Nel corso degli anni ha ricoperto diversi incarichi istituzionali: Direttore del Dipartimento di Arti Applicate (2012–2015 e 2015–2018), Coordinatore della Scuola di Grafica (2018–2025), membro del Consiglio Accademico (2020–2026, due mandati) e, dal marzo 2022, Vice Direttore dell’Accademia.
Attualmente insegna Tecniche Grafiche Speciali, Tecniche dei Procedimenti a Stampa e Tecniche e Tecnologie della Grafica nel biennio specialistico della Scuola di Grafica. Dall’anno accademico 2025-2026 insegna anche Culture Digitali nel biennio specialistico Critical Game Art della Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte. Affianca alla docenza il coordinamento di progetti didattici con ricaduta esterna, in collaborazione con enti e istituzioni del territorio — tra cui APES, una web TV realizzata con gli studenti, accolta nel circuito italiano delle web TV interuniversitarie e presentata alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro (2009).
Ha collaborato come progettista grafico con aziende e istituzioni, tra cui Dada S.p.A., BPM Milano, Mastai Ferretti, Scala Group S.p.A. e Archivio Scala, Giunti Interactive Labs, Giunti O.S., Accademia Nazionale di Medicina, Edizioni Baskerville.
Dal 2012 è membro dello staff editoriale di Noema (ISSN 2283-3145), rivista fondata e diretta da Pier Luigi Capucci dedicata alle relazioni tra cultura, scienze e tecnologie. Nello stesso anno è tra i co-ideatori di Five Words for the Future, progetto di ricerca promosso da NoemaLab sulla comprensione dell’innovazione e sulla costruzione di scenari futuri. Dal 2025 partecipa all’unità di ricerca dell’Accademia di Belle Arti di Urbino nell’ambito di un progetto PRIN AFAM.
Dai primi anni Dieci la sua ricerca si apre alla fotografia analogica e ai processi di stampa tradizionali: contribuisce alla riattivazione della camera oscura dell’Accademia, attorno alla quale costruisce un percorso didattico, e nel 2012 è tra i fondatori del collettivo fotografico internazionale Film Shooters Collective. Il suo lavoro più recente indaga il dialogo tra la materialità dei processi analogici e la cultura digitale. La sua attività espositiva, in Italia e all’estero, comprende mostre e rassegne dedicate sia alla ricerca fotografica sia alle pratiche artistiche legate ai media, tra cui NSEW 2: Divided by Land, United by Film (Kranzberg Arts Center, Saint Louis, 2016) e +Positive, 2ª Biennale di Merano (Kunst Meran, 2004).
È intervenuto in convegni e seminari su arte, media e formazione: tra questi, il 9° Convegno Internazionale di Studi Cinematografici Cinema e Arti Elettroniche (Università Roma Tre, 2003, a cura di Marco Maria Gazzano), con un intervento sulla produzione digitale nel campo delle arti elettroniche; il convegno New Media Art Education presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato (2007), come relatore; e un seminario sull’immagine del Medioevo nei computer games nel corso di Filologia Germanica dell’Università di Urbino (2016). Nel 2004 ha curato la rassegna video Plastic Video 0.2 al 16° Fano International Film Festival.
Tra le pubblicazioni: le riprese fotografiche realizzate per Accademie / Patrimoni di Belle Arti, a cura di Giovanna Cassese (Gangemi, 2013), nella sezione dedicata all’Accademia di Belle Arti di Urbino;
un’immagine nel catalogo Perduti nel paesaggio / Lost in Landscape del MART di Rovereto, a cura di Gerardo Mosquera (2014);
un’opera in Aim High, Keep Moving!, volume Index Book per il decennale del festival OFFF (Parigi, 2010);
e i volumi del collettivo Film Shooters Collective NSEW 2: Divided by Land, United by Film e Fading Memory.