• ESERCIZI DI LUOGO - NATURALI
Giovedì 23 ottobre 2025 ore 10.30
Orto Botanico di Urbino
(Sculture esposte all’Orto Botanico)
Mostra a cura di Marco Scifo docente di Scultura - Accademia di Belle Arti di Urbino
Espongono:
Rebeka Sára Bagó, Angelo Basanisi, Anna Brunelli, Stella Candiotti, Sofia Canducci, Marina Cripoli, Ludovico Cucca, Simona Di Rocco, Orietta Gasparotto, Eugenio Gregoraci, Enrico Matei Venturi, Umberto Proietti, Alex Salvi, Aurora Simoni, Lisa Treiani, Arianna Vicini.
Allestimento a cura di studentesse e studenti della Scuola di Scultura.
Intervengono al vernissage:
Maria Rosaria Valazzi – Presidente Accademia di Belle Arti di Urbino
Giorgio Calcagnini – Magnifico Rettore Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
Massimo Puliani – Responsabile Scientifico Progetto PNRR Accademia di Belle Arti Urbino
Andrea Pompa – Prefetto Orto Botanico Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
La mostra rimarrà aperta fino al 19 novembre 2025, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00

Il progetto di intervento espositivo che la Scuola di Scultura dell’Accademia di Urbino ha pensato e messo in scena negli spazi in-door ed out-door dell’Orto Botanico di Urbino, ha visto gli studenti di primo e secondo livello, lavorare durante il passato l’anno accademico.
L’occasione ricevuta all’interno del progetto Expo Metaverso Raffaello, manifestazione a cui il nostro ateneo ha preso parte, ci ha permesso di avvicinarci e studiare un aspetto poco celebrato dell’opera dell’urbinate Raffaello Sanzio, che fu grande innamorato delle antichità greco-romane, ma che per questa occasione, è stata la straordinaria natura esotica che anima le sue opere a catture la nostra attenzione.
Scomparso 500 anni fa, sulla cui tomba Pietro Bembo scrisse il più bello fra gli epitaffi: “Qui è quel Raffaello da cui, fin che visse, Madre Natura temette di essere superata e, quando morì, temette di morire con lui”.
Esempio vivido ne è la Loggia di Psiche, ideata e dipinta da Raffaello per la villa La Farnesina a Roma, così come le Logge di Raffaello in Vaticano, che sono incorniciate da magnifici e ricchissimi festoni di frutta e fiori.
Il soggetto – la favola di Amore e Psiche è tratta dall’antico romanzo di Lucius Apuleius ed è un omaggio all’amore. La pittura dimostra uno scenario acuto delle conoscenze botaniche del tempo, fatto di piante alimentari, officinali, ornamentali, spontanee e coltivate, allora conosciute; concepito per indurre meraviglia e ammirazione per il ricco e potente proprietario, in un luogo dove l’amore trionfa.
Le Logge Vaticane, di poco successive, realizzano un mirabile sistema di arcate che si affacciano sul piazzale Vaticano, specularmente disposte a ricreare la sensazione di uno spazio aperto all’esterno. La loro ammirazione nel tempo, con l’evidente ispirazione all’antico, è stata così importante che Caterina la Grande ne ha voluto una replica nel Palazzo dell’Hermitage di San Pietroburgo.
Si tratta di opere innovative che, nello spirito del Rinascimento e all’avvio della Modernità, hanno uno straordinario livello creativo e scientifico-naturalistico. Per questa ragione con gli studenti della Scuola di Scultura abbiamo cercato una relazione con chi vive l’Orto Botanico quotidianamente, a partire da chi lo dirige fino agli stagisti, per un’azione che non voleva essere solo una classica esposizione di elaborati meritevoli, ma uno studio profondo dell’Orto Botanico di Urbino in particolare, che ci suggerisse, per usare un termine botanico, di dialogare con esso in osmosi.
Esercizi di luogo è un titolo ricorrente nella mia didattica, ma incarna a pieno l’obbiettivo di creare azioni, opere solide o esercizi linguistici di Arte Visiva.
Per questa occasione il progetto sarà finalizzato all’organizzazione di interventi artistici out-door, tra i passaggi, gli alberi e le piante del parco, ma anche in-door all’interno dei laboratori dove abbiamo scoperto una tensione creativa e viva durante i nostri sopralluoghi, in cui gli abitanti del progetto possano vivere e far vivere le loro idee.
La parabola creativa tende a creare un ponte scientifico-visivo che ci colleghi con il lavoro dei colleghi dell’Università di Urbino Carlo Bo, che come già chiaramente definita nella mission presente nel sito web del suddetto orto, si occupa di contenuti affini alla didattica della nostra Scuola di Scultura, che negli ultimi tre anni ha sposato come topic d’incontro tra docenti e discenti.
Marco Scifo