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Giulio Saverio Rossi (Massa, 1988) vive e lavora a Torino. Ha studiato pittura all’Accademia di Venezia e all’Accademia Albertina di Torino.

Il suo lavoro è un ripensamento, in chiave critica, analitica e concettuale, del ruolo odierno della pittura, in contrapposizione alla dimensione del digitale. La pittura come “altro” diventa un luogo di recupero e revisione della storia stessa dell’atto del vedere che, sospeso fra immagine e materialità, apre alla possibilità di una “ecologia dello sguardo”.

Fra le sue mostre personali Prima di un’immagine dopo di un quadro, CAR DRDE (Bologna, 2021), TO SHIFT TO, Il Crepaccio Instagram show (2020), Studiovisit2019, Casa Masaccio (San Giovanni Valdarno, 2019), Nuova Scuola delle Nuvole e della Nebbia, Sichuan Fine Arts Institute (Chongqing, Cina, 2019), Chiasmo, Giorgio Galotti – Alley, (Torino 2019), Ogni cosa rappresa, CAR DRDE (Bologna, 2018), No Subject, LOCALEDUE (Bologna, 2017).

Il suo lavoro è stato esposto in mostre collettive ed eventi in musei, gallerie e spazi di ricerca fra cui Fondazione Francesco Fabbri (Pieve di Soligo, 2021;2018), GAM (Torino, 2020), OwO space (Milano, 2020), Museo Civico Luigi Varoli (Cotignola, 2020; 2018), Giorgio Galotti (Milano, 2020), Renata Fabbri (Milano, 2020), Toast project space (Firenze, 2020), Monitor gallery (Roma, 2019), Centro Pecci (Prato, 2020; 2019), CAR DRDE (Bologna, 2019; 2018), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino, 2019), PAV – Parco Arte Vivente (Torino, 2017), LocaleDue (Bologna, 2017), Treti Galaxie (Milano, 2017). Nel 2017 ha partecipato a Mediterranea 18 BJCEM – Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée (Tirana e Durazzo, Albania).

È fra i vincitori del premio Cantica21 – Italian Contemporary Art Everywhere indetto da MiBACT e MAECI per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo e incentivare le collezioni pubbliche.

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