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02.11.2020

Agli studenti.

                                                         

                                                                                                                                   Si leva il vento! … Bisogna tentare di vivere!

                                                                                                                                                                                                  Paul Valéry

 

IL DIRETTORE

 

Care studentesse, cari studenti (potrei dire complessivamente studenti perché come nel caso del plurale poeti sono escluse le distinzioni di genere); care matricole che condividete con i coetanei a voi più prossimi per grado – gli studenti universitari – e con gli allievi più adulti dell’Accademia di Belle Arti di Urbino il disagio, certamente il dispiacere di una partenza a distanza degli studi che vi siete scelti e in cui desiderate sperimentare le vostre energie tutte assieme con le vostre aspirazioni di vita. Invio a voi brevissime parole di indirizzo e di augurio per una buona partenza dell’anno accademico. Per i nuovi iscritti è il primo. Ben arrivati! Come già sapete, le lezioni che apriranno il semestre saranno a voi rivolte da remoto. Con una decisione che sulle prime poteva sembrare prematura, la nostra Accademia ha disposto l’inizio dei corsi – da novembre a dicembre – a distanza. Ma poi ci siamo accorti di non esser stati precipitosi; di aver anzi precorso quel che sta accadendo nella generalità delle Accademie e delle Università, con un rapido allineamento sulla stessa decisione. 

Oltre la scadenza di dicembre, verificate le circostanze che hanno determinato gli attuali provvedimenti restrittivi, e le misure di contenimento adottate dal Governo, si opterà per la didattica «mista»: doppiamente basata sull’insegnamento «in presenza» e da «remoto». Vorrei tuttavia ricordare, se me lo permettete, che, «distanza» non vuol dire necessariamente «mancanza» o assenza di «vicinanza». Non è vero che dovremo attendere di riprendere la didattica in presenza per costruire quei rapporti di affiatamento che in una Accademia di Belle Arti devono essere immancabili. Non lo credo, almeno in parte, se si saprà usare del lato positivo che offrono gli strumenti adottati. Pensiamo, infatti, alla possibilità di superare lo stato di sospensione esistenziale attualmente causato dalla pandemia, per fruire immaterialmente di occasioni culturali che non mancheranno (conferenze, workshop, incontri con artisti e scrittori), e che si legheranno alla didattica curriculare dei singoli insegnamenti come sapranno illustrarvi i vostri docenti caso per caso. Ci siamo attrezzati per questo nel modo migliore. Credo infatti possibile raggiungere, anche attraverso un medium «freddo», un dialogo «caldo» tra persone. Altro non voglio aggiungere a un saluto che farò più ampio riunendo online tutti gli studenti. Per ora sia sufficiente l’augurio di una buona partenza. Come il poeta scrive: «Bisogna tentare di vivere!».

 

LUCA CESARI

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