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Il corso si propone di attivare nello studente forme di contaminazione tra elementi di contemporaneità e operare artistico, ambiente, crisi economica, riciclaggio, effimero, materiali poveri, globalizzazione, basso impatto tecnologico, rapidità di esecuzione, connubio tra arcaico e ipertecnologico, corpo e installazione performativa, assemblaggio, nuovi contesti architettonici ecc..

Verrà trattata la “scultura” inserita in un contesto installativo. Aldilà di una mera contrapposizione tra figurativo e non figurativo, il contemporaneo riguarda la presa di coscienza della dimensione linguistica dell’operare artistico (F. Menna). Si tratta di inserire unità comunicative (materie, materiali, oggetti…) all’interno di uno spazio determinato o indeterminato, che a sua volta è un elemento comunicativo.

Il corso articolato nel biennio prevede l’inserimento graduale di temi fondamentali dell’arte installativa. Al primo anno verrà affrontata la presa di coscienza dello “spazio” e della “materia”, al secondo anno verranno trattati la “materia sonora” ed il “corpo”.

Il corso è strutturato su due percorsi, un “percorso didattico formativo” e un “percorso creativo”. Per quanto riguarda il percorso formativo il primo anno affronta i temi fondamentali dell’ arte installativa, lo “spazio” inteso come testo-contesto ambientale e il “materiale” come portatore di una dimensione estetica e comunicativa. Il secondo anno introduce la “materia sonora” e il “corpo”. Quindi lo “spazio” si arricchisce di due nuovi “materiali” che introducono il concetto di una estetica estesa, nella realizzazione degli spazi artistico-poietici (E. Migliorini). L’obbiettivo è quello di prendere gradualmente coscienza dello spazio e dei “materiali” nelle loro dimensioni fisiche e linguistiche e del possibile coinvolgimento di più sensi nella fruizione dell’opera d’arte, introducendo il concetto di “installazione performativa”.

A tale scopo sono previste “improvvisazioni installative” con materiali semplici e facilmente reperibili. Il percorso didattico formativo è integrato da letture di teoria e di critica, (L. Fabro, R. Barilli, E. Migliorini, M. Augè…), letture di interviste ad artisti e visione di video-documenti inerenti i lavori eseguiti dagli studenti negli anni precedenti e alle esperienze visive dalla fine degli anni sessanta del Novecento fino ad oggi.

Per quanto riguarda il percorso “creativo”, parallelamente e contestualmente, gli studenti dovranno lavorare alla realizzazione di due progetti finali, individuati con il docente seguendo le poetiche individuali, eventualmente integrate dalle linee didattiche introdotte durante lo svolgimento del corso.

II anno

Si prosegue con le stesse modalità introducendo due elementi nuovi la “materia sonora” e il “corpo”.

Per quanto riguarda la “materia sonora”, possiamo affermare che questa ha un carattere fortemente “gestuale” almeno per quanto riguarda la parte che potremmo definire “reale” nel senso di “naturale”, alla quale fa da contrappunto tutto ciò che riguarda la parte “sintetica” oggi molto influenzata e caratterizzata dall’ambiente digitale.  L’approfondimento di questa realtà sonora ci porterà a riflettere su come il “suono” modifica lo spazio trasformandosi effettivamente in “segno” e su come le dimensioni “sintetica” e “digitale” abbiano portato nuovi contenuti a queste tematiche. Il “sound design”, il “soundscape” e l’ “installazione sonora” sono i modi in cui si esprime questo linguaggio, a questo proposito verranno proposte esercitazioni e vari materiali teorici per l’approfondimento del tema, tra i quali “il paesaggio sonoro” di R.M. Schafer.

Per quanto riguarda il corpo esso va inteso come “presenza”. Il concetto di presenza è assimilabile a diverse condizioni per cui possono esserci diversi contesti comunicativi, diverse modalità di intervento a partire da questo “materiale”. Possiamo sintetizzare dicendo che la “presenza” può essere fisica, quindi reale e dare vita a un contesto di tipo performativo che può coinvolgere l’artista, il performer o il pubblico; può essere virtuale e portarci verso situazioni video performative e installative di tipo multimediale; può essere “immanente” e giocare sulla persistenza della memoria del gesto, nel gesto che produce il “segno”, portandoci verso una “installazione performativa”. Il corso procederà approfondendo queste tematiche sia dal punto di vista teorico che pratico, attraverso alcuni modi di avvicinamento alla performance tratti da vari artisti performativi.

Verrà proposta una riflessione sulla concettualità nell’opera d’arte attraverso alcuni testi di E. Migliorini e in questo contesto attraverso uno studio teorico pratico sul “titolo” si approfondirà il rapporto tra “titolo” e “opera”. Attraverso alcuni materiali teorici verrà sperimentato il titolo come parte integrante dell’opera d’arte e come questo possa modificare l’opera stessa, fino alla identificazione tra “titolo” e “opera”.

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