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Paolo Soro è nato a Sestu (CA) nel 1959, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Urbino (PU) sez. scultura nel 1983; dall’81 opera nel campo della scultura in bronzo, ferro, legno, pietra e rame. Dall’83 al’92 ha insegnato Discipline plastiche presso gli Istituti Statali d’Arte di Pesaro e Urbino; nel ‘95 al T.A.M. (Trattamento Artistico dei Metalli) di Pietrarubbia (PU) diretto da Arnaldo Pomodoro, inizia una breve esperienza didattica ripresa poi nel 2010, divenendone pienamente parte dello staff didattico e progettuale. Numerosa e rilevante è fino ad oggi la sua partecipazione a mostre personali e collettive, presentate in catalogo da alcuni tra i maggiori critici d’arte italiani: citiamo la collettiva “Premio Marche” (biennale d’arte contemporanea del 1991); “Equinozio di primavera” (biennale d’arte contemporanea del 1993 presentata da M. Bignardi), la personale “Quale sarà la direzione presa da Ulisse” del 1994 a Roma; sempre nella capitale italiana, la personale all’Accademia D’Egitto nel 1996 (presentata da S. Grygiel); “Lignum vitae” (presentata da M.Apa); Marche Arte 2004 (presentata da A. Ginesi); “Transiti” (presentata da B. Ceci); “Biblia pauperum” (Jesi 2007); “Altri orizzonti” (Viterbo 2018). Nel 1992 Enrico Crispolti lo cita in un articolo scritto per AD, Architectural Digest.

Dell’agosto 2018 è la personale “Orizzonti possibili” allestita a Civitella del Tronto (Te).

Diverse sue opere sono presenti all’interno e all’esterno di edifici sacri e pubblici: monumento ai caduti, via crucis, tabernacolo, fonte battesimale, paliotto d’altare, arredi liturgici.

Lo scultore è stato docente di tecniche di fonderia all’Accademia di Belle arti di Perugia e attualmente insegna Tecniche di Fonderia presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Dall’89 vive e lavora a Carpegna (PU).

La ricerca di Soro ruota attorno al tema dell’esistenza, nei suoi riscontri ontologici e metafisici, ma sempre fissati e letti a partire dalla quotidianità, dai temi della domanda, della scelta personale legata alla libertà, della sofferenza, della nostalgia, della relazione. Temi dunque resi accessibili a tutti, comprensibili perché volti a far comprendere il valore educativo e sociale dell’arte, capace di incarnare i dubbi e le problematiche del tempo storico.

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