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domenica, 18 luglio 2010

Prima settimana di
Prove all’Auditorium
Pedrotti.

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Prima settimana di prove all’Auditorium Pedrotti. Luogo leggendariamente abitato da leggende di fantasmi che forse assistono curiosi a quelli evocati dallo spettacolo. L’Auditorium è una bellissima struttura incastonata nel Conservatorio Gioachino Rossini di Pesaro, luogo della musica per eccellenza, uno strumento con armonici caldi e pastosi, lasciato ad un inspiegabile oblio di polvere, un palcoscenico dimenticato dalla cura e dalle manutenzioni. Così che sembra un torto o uno spreco oppure un altro inevitabile esercizio dell’incuria. Questo palcoscenico è molto più piccolo del Teatro Rossini. Dietro trionfa un organo imponente. Nel palcoscenico sono stivate parti delle nostre scenografie altre cose invece dobbiamo sempre immaginarle. A fianco del palcoscenico, in bella vista, abbiamo appoggiato il modellino per ricordarci quali saranno gli spazi quando ci trasferiremo al Teatro Rossini dove l’opera debutta. Gli studenti sono distribuiti in sartoria a seguire i costumi, altri come attrezzisti e macchinisti a seguire le prove. Due studenti invece assieme all’ufficio tecnico sono impegnati a verificare le incongruenze spaziali che lo spettacolo potrebbe produrre. Il gruppo che lavora in sartoria collabora alla realizzazione dei costumi. Si sono scelti campioni di tessuti costume per costume e ora il tagliatore e le sarte sono impegnate nella confezione. Sono arrivati tutti i cantanti e i coristi e questi vestiti puntati ed imbastiti vengono messi in misura e provati. In palcoscenico sono incominciate le prove e con le prove sono inevitabilmente incominciate una serie di verifiche al lavoro che abbiamo fino a qui svolto.
Verifiche emotive. Non è proprio una cosa neutra aver lavorato per un anno su un’ opera e poi improvvisamente essere a fianco di un cantante che la canta. La musica smette di essere solo un pensiero astratto su supporto digitale e prende corpo. Il teatro, l’opera, Rossini, smettono di essere un monumento o un concetto e si restituiscono in forma di materia: plastilina con cui modellare, le misure dello spartito, in spettacolo.
Verifiche professionali. Ogni elemento di scena studiato e pensato per svolgere una sua funzione è ora messo alla prova. Si spostano i carri, si prende confidenza con le dinamiche dei cambi scena. Questi elementi ora non sono più l’oggetto dalle svariate funzioni, elementi specifici di progetto, ma uno strumento e come tale lo si accorda. Non siamo più da soli e il nostro lavora si mescola e si con – fonde con quello di tutte le persone impegnate nello spettacolo compreso il mago che cerca nel vuoto della sala i punti per fissare le traiettorie delle sue magie. Il teatro è il luogo dello sguardo e dell’immaginazione (oltre che della tenacia e della ripetizione) e anche quello che non si vede fa parte della messa in scena e della visione.