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Pensieri…

martedì, 25 maggio 2010

Abbiamo ricevuto  questo commento lusinghiero  sul nostro lavoro  che volentieri pubblichiamo.
La scuola di scenografia ringrazia Roberto Paci Dalò per la sensibilità e l’attenzione.

Devo dire che trovo questo sito eccellente. Perché? ebbene, perché riesce a restituire l’atmosfera, le attività, la professionalità di studenti impegnati in qualcosa di vero e non nella consueta teoria della teoria della teoria…
Nel corso del tempo mi sono sempre più appassionato a Demetrio e Polibio Blog dove tutto è professionale. Dalle immagini, al montaggio, al suono tutto fa intravedere come potrebbe essere bello lavorare in accademie e università.
Che dire, chapeau!
Roberto Paci Dalò

http://www.giardini.sm/
http://giardini.sm/rpd/frame.htm

Commento di Davide Livermore al report del 25 gennaio

giovedì, 25 febbraio 2010

Gentili docenti e allievi,un breve commento al vostro report.
L’impossibilità di entrare al Rossini con un QUALSIASI allestimento (concetto espresso chiaramente al sottoscritto per la prima volta dalla direzione allestimenti del ROF in vivavoce al telefono, come esposto al vostro punto 6) ha fatto emergere improvvisamente un’idea che mi ha appassionato, ed ha coinvolto i ragazzi e Francesco, in modo immediato.

Quest’idea nasce da vincolo tecnico ma ha una portata poetico – teatrale importante: ci sono spettacoli che si perdono nella prassi esecutiva ed entrano in un oblio, come Demetrio e Polibio, ma che restano comunque nella memoria di teatri vuoti e che solo le vite, le anime di chi ha creduto amato, prodotto tali lavori può far rivivere. È lo spettacolo delle anime che popolano gli spazi teatrali nel silenzio e nel buio, in quegli edifici, che, come nulla in Italia, hanno addensato esperienze umane, artistiche, politiche e sociali e che ancor oggi rappresentano le stanze ove risiede l’autentica memoria del nostro paese, la nostra essenza: I TEATRI. È per questo che necessitiamo ad ingresso pubblico di un allestimento, che dev’essere smontato nella Sinfonia, un tutto pieno che diventa un vuoto da cui assolvono i fantasmi di questa storia che, come tali giocheranno senza gravita, senza corpo in continua interazione con l’edificio, il Teatro, che è il luogo ove tutto si compie, dove tutto resterà sempre.

Oggi ho la prima a Bologna (Idomeneo)

Ieri bell’incontro con Francesco con cui abbiamo continuato ad approfondire il rapporto tra questa scelta poetica e lo spazio scenico, quindi il vostro coinvolgimento progettuale e realizzativo.
A presto.

Davide Livermore