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Report del 22 febbraio 2010

22 febbraio 2010 | Scuola di Scenografia

Demetrio e Polibio
Aggiornamento 22 febbraio

In questo mese l’Accademia è impegnata nella sessione straordinaria di esami e diplomi e, nelle Sala del Castellare del Palazzo Ducale, ha inaugurato Caleidoscopio;  una mostra con le opere dei suoi studenti.
Questo arco di tempo ha permesso una pausa fisiologica al progetto del Demetrio e Polibio traghettato da difficoltà intrinseche, già ampiamente trascritte nel precedente report, verso un secondo progetto.
È stato necessario mettere a fuoco tutti gli aspetti che hanno invalidato il primo progetto, delimitando  il palcoscenico in maniera tale che i problemi accantonati non insistessero, sotto altro aspetto, a compromettere un esercizio di sostanziale equilibrio. In questo senso si è perseguita la ricerca di armonia tra un budget blindato e una serie di sovrapposizioni spaziali con altre opere compresenti dentro il palcoscenico del Teatro Rossini che dettavano limiti e grandezza al nostro osare.
È stato per certi versi un mese intenso, fitto di incontri con Davide Livermore,  con il Direttore Tecnico Mauro Brecciaroli e con il festival tutto; un mese  costellato di telefonate, riunioni e utili chiarimenti che hanno dato agli elementi di struttura e di sutura di questa proposta un’ organizzazione di fattibilità.

 

 Proposta progetto 2

 

La nuova proposta drammaturgica alla quale presto dovremo dare forma è in buona sostanza la rievocazione di fantasmi di personaggi rivelati medianicamente a luce di candela.
Nel palcoscenico vuoto emergono: cantinelle, tiri contrappesati, costumi e bauli abbandonati pirandellianamente o come nel film Fantasmi a Roma (1961 Antonio Petrangeli). Oggetti che riscattano dal silenzio la loro piccola trama tra proiettori abbandonati che fliccano intermittenze fuori partitura.

 

Disegno di Davide Livermore

Disegno di Davide Livermore

Non c’è quindi da progettare una scenografia bensì restituire al palcoscenico un vuoto fatto di tiri, di botole e delle sue macchine semplici. I fantasmi abitano proprio lì seduti su una cassa, addormentati in bilico sopra una cantinella dove infastidiscono bonariamente i tecnici che stanno montando o smontando un’altra scena.
I costumi di quest’opera cercano quindi di ricalcare un Ottocento volutamente oleografico senza eccessi da melodramma e appena un po’ impolverato. Se il primo progetto cercava dentro la trama i caratteri dei propri personaggi puntellando la drammaturgia attraverso dei rimandi alla spy story e al cinema d’azione.
Veniva infatti caratterizzato Polibio come un uomo malato e malfermo, mentre Eumene – Demetrio sembrava ricalcare l’essenza nera di qualche cattivissimo rinchiuso tra le tavole di Sin City. Al contrario queste anime, evaporate dalla urgenza del contrasto, riveleranno qualcosa di sé nel semplice atto di sparire e di apparire magicamente, accendendo una fiammella del loro essere attraverso le note di Gioacchino bambino. Saranno le macchine del teatro, le scale, e i sipari che per errore si aprono e si chiudono a puntellare l’azione di questo dramma.
Disegno di Davide Livermore

Disegno di Davide Livermore

Con il Direttore Tecnico abbiamo convenuto i limiti dello spazio a disposizione del palcoscenico:
un quadrato (rosa nella figura in basso) di 15 metri di larghezza e 10 metri di profondità calcolando questa dal sipario. Lo spettacolo necessità di botole. Nella pianta, con uno schema da battaglia navale, sono  presenti le possibilità che abbiamo di aprirne tali botole pari ad un numero che il regista stabilirà  direttamente con la direzione tecnica. Nonostante l’indicazione prudenziale del 10 x 15 il regista ha già chiesto di utilizzare l’ingresso nel retropalco, ben sapendo che in questo spazio saranno immagazzinate le scene di altri spettacoli.
Pianta del Teatro Rossini

Pianta del Teatro Rossini

Tra le indicazioni di come connotare questo vuoto ha avuto un certo rilievo Personnes, (in francese nessuno) immensa istallazione di Christian Boltanski fortunatamente rimbalzata dalle pagine dei quotidiani sul tavolo dell’ultimo incontro avuto con il regista a Bologna.
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Su internet ci sono ancora tracce di questi articoli che vi segnalo:
http://www.artsblog.it/post/4813/personnes-christian-boltanski-al-grand-palais
http://www3.lastampa.it/arte/sezioni/mostra-della-settimana/articolo/lstp/122582/
http://viaggi.corriere.it/consigli_di_viaggio/mostre_e_eventi/2010/boltanski_parigi/mostra_boltanski_parigi.shtml
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/13/christian-boltanski-monumenti-di-vestiti-parigi.html

Altri elementi che costituiscono questa proposta saranno esposti il martedì 2 Marzo ore 14,30 in aula; e prego tutti di essere presenti con la massima puntualità.
Per cause ampiamente spiegate ci troviamo a dover mettere a fuoco questa proposta formalizzandola in progetto in sole due settimane e prego tutti quanti dunque di fare la punta alla matita.

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