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4 incontri sulla “tecnica” (nel tempo della tecnica)
Kounellis

venerdì, 20 gennaio 2012

Accademia di Belle Arti di Urbino

Corso di Tecniche e tecnologie delle arti visive

Professore: Alfredo Pirri

4 incontri sulla tecnica (nel tempo della tecnica)

Lunedì 23 Gennaio 2012, ore 15

Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti – sede via del Cassero Urbino

Jannis Kounellis

Artista

senza titolo

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Temporary Events at Decoration Class

mercoledì, 29 giugno 2011

TEMPORARY EVENTS at DECORATION CLASS

Decoration School _ Academy of Fine Arts of Urbino

SGUARDI SCONTATI

by Jessica Pelucchini

Texts by Laura Rabottini

Decoration class _ Academy of Fine Arts of Urbino _ 29 June 2011 _ 3.00 p.m.

La ricerca estetica di Jessica Pelucchini coinvolge la collaborazione di donne ritratte nella loro essenza più spirituale, anime restituite alla percezione visiva del mondo attraverso veicoli di esposizione simbolicamente commerciali. Una paratassi di vestiti copre le pareti dello spazio dove involucri di singoli corpi sono appesi per esibire i resti di vite femminili vissute sulla via della mercificazione sociale, dove ogni donna conosce la propria superficie di esibizione esteriore e la consegna al mondo con la speranza di nascondere e conservare l’interiorità dello spirito. Ognuno di questi abiti appartiene ad un’anima femminile che però non riesce a sfuggire alle regole del mercato dei corpi e si associa alle proprie vestigia mostrandosi attraverso lo sguardo di una banale etichetta. Il mondo interiore delle donne cui appartengono i vestiti è racchiuso in quegli occhi rassegnati, ai quali viene associato il codice a barre, simbolo ultimo della possibilità infinita di mercificazione dell’essere.

La duplice natura della donna, edificata fra strutture di superficie gettate in pasto al mondo delle merci e la purezza di un anima che cerca rifugio altrove per non tramutarsi in puro spettacolo, si rimescola con amarezza nel lavoro di Jessica, mentre la sua ricerca fa appello al nostro intelletto e avverte del pericolo di alienazione e livellamento spirituale dal quale siamo costantemente tentati.

The aesthetic research of Jessica Pelucchini relies on the collaboration of women, who are portrayed in their more spiritual essence, souls reinstated to the visual perception of the world through means of self exposure symbolically commercial. A bulkhead of cloths covers the walls of the space, where the wrappings of individual bodies are hung in order to exhibit the remains of lives on the way to social merchandizing and where each woman knows her capacity of aesthetic appearance and self exposure. Through this process the artist hopes to give the world hope to preserve woman’s spiritual interiority. Each of these cloths belongs to a female soul, but at the same time it can’t escape from the rules given by the market of body. The cloth represents the body very often expressed through an ordinary label. The inner universe of women, to whom the clothes belong, hides resignation of bar code as the ultimate symbol of the infinite possibilities of human commercialization.

The dualism within woman’s nature superficially constructed between consumerism and purity of a soul looking for a refuge, in order to avoid to turn into the simple spectacle, bitterly melts within Jessica’s work, while her research appeals our intellect and warns about the seduction of alienation and spiritual leveling.

Laura Rabottini

Temporary Events at Decoration Class

lunedì, 13 giugno 2011

Visualizza l’invito: apri

Un infuso per guarire
TEMPORARY EVENTS at DECORATION CLASS

sabato, 4 giugno 2011

Scarica il comunicato (press release).

SPECULAROOM

domenica, 29 maggio 2011

TEMPORARY EVENTS at DECORATION CLASS

Dipartimento  Arti Visive _ Scuola di Decorazione _ Accademia Belle Arti Urbino

3 1 m a g g i o d u e m i l a u n d i c i a c c a d e m i a b e l l e a r t i u r b i n o o r e 1 5 : 0 0

SPECULAROOM
by Dario Picariello – Giusy Musto – Silvia Pretelli – Miriam Pascale
Texts by Laura Rabottini

Lo specchio come strumento d’arte, motivo di introspezione , gioco in cui riscoprire l’indefinitezza dell’io, una miscela di spunti estetici e filosofici attraverso la quale ripercorrere la claustrofobica natura della coscienza umana. In questa occasione lo spazio circoscritto della stanza si combina e ospita l’immagine effimera di una superficie riflettente, che promette senza garanzia di concessione l’ampliamento degli orizzonti percettivi e dà vita ad un microcosmo fatto di solitudini e obblighi di introspezione.
Una delle istallazioni costruisce il disorientamento di una ambientazione fatta di sospensione fisica e temporale, in cui lo spoglio arredamento rifugge la realtà e fluttua all’interno di uno spazio impraticabile, universo dove i soggetti sono ombre umane, proiezioni della nostra individualità. L’effimera apparenza della loro natura riflette se stessa ed enfatizza la sua forza visiva nella duplicazione della propria immagine. L’identità non si concede e diventa soggetto universale, metafisica della coscienza, riflesso visivo e incompleto di una verità umana che stenta a rivelarsi autentica perché nascosta dietro le griglie della sua superficie. La seconda parte dell’evento mescola efficacemente i concetti di specchio e camera attraverso l’edificazione di momenti spaziali claustrofobici che tentano di dialogare con l’esterno attraverso la finestra di una cornice riflettente. Le presenze intrappolate tentano la via di fuga dall’apparenza, osservando e allungando la mano verso la possibilità ultima di definizione dei loro volti reali e della loro invisibile e autentica persona. La decontestualizzazione spaziale si complica con la presenza terrena di una maniglia incollata al pavimento, simbolo di speranza e possibilità di uscita dall’effimero mondo delle superfici visive, dove è possibile ritrovarsi e restituire alla nostra soggettività la forza che la pura fisicità esteriore le ha sottratto. Infine le voci degli artisti che si raccontano rendono tangibile l’estenuante lotta che l’io intraprende per scappare dalla gabbia dell’ignoto e raggiungere nuovi livelli di visibilità, laddove la vita si accorge e contempla con totale attenzione la reale metafisica della nostra persona.

Per scaricare l’invito: SPECULAROOM

17.03.09 Sound Performance

martedì, 17 marzo 2009

sound performance

10.03.09 Gipi

martedì, 10 marzo 2009

locandina_gipi

27.01.09 Giornata della Memoria

lunedì, 26 gennaio 2009

(R)esistere per immagini

(R)esistere per immagini.

Germano Facetti,
dalla rappresentazione del Lager alla storia del XX secolo.

Mostra prodotta dal Museo Diffuso della Resistenza e della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà; a cura dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” e del prof. Gianfranco Torri presentata a Torino, 25 gennaio – 27 aprile 2008 con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

R- esistenze,
documentario prodotto dall’Accademia di Belle Arti di Urbino nel Biennio specialistico di Visual Design, è stato realizzato da Raffaele Mariotti, Manuel Zanettin e dal docente Marcello Signorile.

Democrazia dei Grafici,
ricerca sulla vita e il lavoro di grafici internazionali che hanno contribuito alla liberazione dell’Europa dal nazi-fascismo, è stata realizzata dagli studenti Caterina Carli, Luna Castroni, Stefano Faoro, Laura Fuligna, Caterina Giuliani, Emilio Macchia, Fabrizia Morganti, Elena Pappassissa, Michela Povoleri, Antonio Pucci, Erica Preli, Müge Yilmaz e dal docente Mauro Bubbico.

Penguin, cover story 1960 – 70,
una raccolta di libri della casa editrice Penguin Book curati dall’art director Germano Facetti, raccolta a cura della biblioteca Isia.

1938 – 1945, la persecuzione degli ebrei in Italia.
Documenti per una storia, una mostra a stampa della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea dell’associazione CDEC.

La mostra rimarrà aperta
fino al 28 febbraio 2009
dalle ore 9.00 alle ore 18.00
sabato e domenica esclusi

Link al documento in formato pdf.

accademia di belle arti di urbino

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