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Presidente e Direttore Organigramma Amministrativo i Belle Arti di Urbino    

Dopo gli splendori dell’Umanesimo e del Rinascimento, la «piccola città d’Urbino […] città in forma di palazzo» descritta da Baldassar Castiglione nel Libro del Cortegiano, conserva il proprio prestigio in ambito culturale e artistico. Universalmente nota per aver dato i natali, tra altri, a Raffaello Sanzio, a Federico Barocci nei cui dipinti le vedute dei torricini e del “magnifico palazzo” diventano scenari privilegiati, ricorrenti ma ogni ogni volta rivissuti in diverse atmosfere; a Clemente XI, al secolo Giovan Francesco Albani, mecenate delle arti, che promosse trasformazioni urbanistiche e sostanziali restauri, Urbino permane intatta nel suo fascino. E non può che confermarlo l’invito di un altro grande urbinate, Paolo Volponi a «visitarla, entrando in ciascuno dei suoi spazi, anche dentro gli androni dei palazzi minori e delle case; tentando ogni suo varco, nei vicoli come dai muretti di orti e terrapieni» (P. Volponi, Cantonate di Urbino).

Tradizioni nell’ambito della didattica artistica conducono alla antica e prestigiosa Università degli Studi, ora “Carlo Bo”, presso la quale alla fine del Settecento esisteva la Scuola di disegno di figura e di ornato, in epoca napoleonica nel Collegio dei Nobili, nuovamente nell’Università dove è attiva fino al 1860. Nel 1861, nasce il Regio Istituto di Belle Arti delle Marche per la “educazione artistica dei giovani marchigiani”, operante dal 1864 con le cattedre di Pittura, Scultura, Architettura, Prospettiva, Ornato, Elementi di figura e Storia, ordinamento che presenta analogie con quello delle Accademie di Belle Arti, peraltro assai diffusa ne è la denominazione quale “Regia Accademia di Belle Arti delle Marche”. Istituto per la Decorazione e Illustrazione del Libro dal 1925, cui verrà annessa nel 1931 la Scuola d’arte e mestieri, evolve dopo la riforma del 1962 in Istituto Statale d’Arte. Questo breve premessa sull’istruzione artistica urbinate introduce alla nascita dell’Accademia di Belle Arti in Urbino.

Un’Accademia dal passato recente che ha attraversato le esperienze artistiche le più diverse, dall’Arte Povera e dalla Pop Art degli esordi, per il concettuale e il postmoderno … fino all’attualità delle nuove tecnologie applicate all’arte, degli attraversamenti linguistici e delle contaminazioni formali, riflettendo, nei propri ambiti operativi, la contemporaneità. La presenza, tra i docenti, di artisti ma anche di teorici delle arti visive provenienti da varie città italiane, ha contribuito a tenere sempre alti, quanto meno, i toni del dibattito non solo per porre in discussione modalità e tecniche, processi e procedimenti ma per riaffermare principalmentel’originalità dell’ “idea”, del “progetto” che trova riscontro soprattutto nella sperimentazione della messa in opera.


   
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